enigma

Dall’Essere “stabile” all’Essere come evento

Pensare l’Essere non è poi faccenda così astrusa, dice Vattimo, ma ha a che fare con la realtà. L’Essere è la verità di tutti i giorni. Ma questa verità è fissa e dogmatica oppure in divenire? A partire da Nietzsche la visione dogmatica della metafisica viene posta in dubbio. L’esistenzialismo riprende questo tema e con Sartre introduce il tarlo del Nulla nella struttura dell’Essere. L’Essere non è mai così perfetto per l’uomo, contiene sempre qualcosa di negativo che lo nullifica in parte, ogni progetto umano è destinato dunque allo scacco. Per Heidegger invece l’Essere è progettualità in continua evoluzione, che però trascende l’uomo, in quanto ogni progetto si trova già “gettato” nel  mondo, ovvero soggetto ad una tradizione che è contenuta nel linguaggio: non è l’uomo che parla il linguaggio, ma è il linguaggio che parla l’uomo, dice Heidegger. Quale narrazione allora è la più adeguata a raccontare l’accadimento dell’Essere?

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