enigma

Zarathustra insegna il “superuomo”

E fu là che io raccolsi per via la parola “superuomo”, e che l’uomo è qualcosa che dev’essere superato,

– che l’uomo è un ponte e non un fine: che si chiama beato per il suo mezzogiorno e per la sua sera, come via verso nuove aurore

Insegnai loro tutto il mio fare e bramare: poter riunire e ricomporre in unità ciò che nell’uomo è frammento ed enigma e atroce caso,

– come poeti, solutori di enigmi e redentori del caso, insegnai loro a creare nel futuro e a redimere – creando – tutto ciò che era.

Redimere nell’uomo il passato e trasformare tutto il “fu”, sinché la volontà mi dica: “ma così ho voluto che fosse! E così vorrò che sia”.

Nietzsche, Così parlò Zarathustra, Di tavole antiche e nuove, par. 3

 Perché così teneri, così cedevoli, così remissivi? Perché tanto negare, tanto rinnegare nel vostro cuore? E così poco destino nello sguardo?

E se non volete essere dei destini, se non volete essere inesorabili: come potete – vincere con me?

Ibidem, par. 29

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