enigma

Bizzarro esperimento letterario: novella di un caso macabro

“Fosco e Mariano, nati negli anni ’60 in una famiglia operaia, dopo la morte del padre, adolescenti, restarono da soli con la madre. Ella riceveva una pensione e faceva qualche lavoretto in nero per campare la famiglia. Essi abbandonarono presto la scuola, frequentando così a giornate il bar della stazione. Vivevano dei pochi soldi che dava loro la madre e di qualche piccolo espediente.

Passò così tanto tempo. La mamma, una donnina minuta, sempre vestita di nero, con scarpe di tela anche in inverno, calze smagliate, gonna, camicetta e sulla testa una pezzola che le nascondeva il viso, ormai vecchia, non usciva più di casa, viveva reclusa e con pochissimi contatti all’esterno. Pensavano i figli a tutto ciò che doveva essere fatto fuori, come la spesa, pagare le bollette e quant’altro. Vivevano in un appartamento in un vecchio palazzo, ovvero un bugigattolo stretto e buio con una cameretta per la madre ed uno sgabuzzino adibito a camera da letto dove dormivano rumorosamente i due fratelloni tra ronfi e scoregge.

La donna era in buona salute, tanto che non vedeva mai neppure il medico. Mai una visita di controllo, mai un’analisi del sangue, mai nulla. Senonché una mattina d’inverno molto fredda, uscendo nel tinello, scivolò su uno scalino ghiacciato, sbatté la testa e morì. I due fratelloni erano a letto, sentirono il botto, si alzarono, trovarono la donnetta in terra raggomitolata senza vita. La presero e la misero nel letto.

-Che si fa ora?-

Si dà il caso che due giorni dopo il maggiore sarebbe dovuto andare a riscuotere la pensione con la delega come tutti i mesi. Questo fu il primo pensiero dopo l’iniziale sbigottimento:

– E la pensione?-

Bisogna ricordare che i due fricchettoni dipendevano interamente dalla mamma, senza mai lavorare e misurando al centesimo gli acquisti per non dover arrivare prima della fine del mese senza soldi.

Non si sa chi dei due pronunciò queste orribili parole:

– Tagliamola a pezzi e mettiamola nel congelatore! Poi continuiamo a intascare la pensione. –

E l’altro, sorprendentemente:

– Ma sei matto, nel congelatore? Ma se è pieno della carne che ci regalava il macellaio! –

– Vero, allora sotterriamola! –

– Ma dove? –

– In un campo! –

Dissero.

– No! La mettiamo in un sacco, entriamo di notte nel cimitero e la seppelliamo nella tomba del babbo, si apre e si richiude!

Questa fu la sorte della povera vecchietta, che rimase sempre nel cuore dei due energumeni, come colei che aveva provveduto loro per tutta la vita e, anche da morta.”

claudio

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