enigma

Lineamenti per un’autobiografia (parte III): pour être, une fois, au monde, il faut à jamais ne plus être (Camus)

La contradiction est celle-ci: l’homme refuse le monde tel qu’il est, sans accepter de lui échapper. En fait, les hommes tiennent au monde et, dans leur immense majorité, ils ne desirent pas le quitter. Loin de vouloir toujours l’oublier, ils souffrent au contraire de ne point le posséder assez, étranges citoyens du monde, exilés dans leur propre patrie. Sauf aux instants fulgurants de la plénitude, toute realité est pour eux inachevée. Leurs actes leurs échappent dans d’autres actes, reviennent les juger sous des visages inattendus, fuient comme l’eau de Tantale vers une embouchure encore ignorée. Connaître l’embouchure, dominer le cours du fleuve, saisir enfin la vie comme destin, voilà leur vraie nostalgie, au plus épais de leur patrie. Mais cette vision qui, dans la connaissance au moin, les réconcilierait enfin avec eux- même, ne peut apparaître, si elle apparaît, qu’à ce moment fugitif qu’est la mort: tout s’y achève. Pour être, une fois, au monde, il faut à jamais ne plus être.

“La contraddizione è questa: l’uomo rifiuta il mondo tale e quale, senza però accettare di sfuggirgli. Infatti, gli uomini tengono al mondo e, in larga maggioranza, non desiderano lasciarlo. Lungi dal volerlo dimenticare, soffrono al contrario di non possederlo abbastanza, strani cittadini del mondo, esiliati in patria. Eccetto che nei folgoranti istanti della pienezza, la realtà resta per essi sfuggente. Le loro azioni scorrono in altre azioni, tornano a giudicarli con volti inattesi, sfuggono come l’acqua di Tantalo verso uno sbocco sconosciuto. Conoscere lo sbocco, dominare il corso delle acque, afferrare infine la vita come destino, ecco la loro vera nostalgia. Ma questa visione che, almeno per conoscenza, li riconcilierebbe infine con loro stessi, non può apparire, nel caso che appaia, che nell’attimo fuggitivo della morte: tutto qui si raggiunge. Per essere, una volta, al mondo, bisogna non esserci più.”

(Albert Camus, da L’homme révolté, trad. mia)

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