enigma

Esiste il “vero” amore?

Quando si parla dell’amore “vero”, che cosa intendiamo? Intendiamo l’amore eterno? Come quello promesso davanti a dio nelle cerimonie religiose? Quindi un amore che si protrae fino alla morte? Il ritrovamento dell’ “anima gemella”, dell’ “altra metà della mela” di cui parla Platone per bocca di Aristofane nel Simposio? E perché invece ci sono delle storie d’amore che finiscono, dunque perché non erano amore “vero”?

La conflagrazione della coppia si ha quando si viola un equilibrio, o meglio, quando l’equilibrio che si è creato è troppo pesante per una delle parti che non l’accetta più. Serve molta empatia ed intelligenza per camminare sul filo dell’amore di coppia senza cadere, il problema principale è che quando qualcuno è innamorato ha la presunzione che quello che lui vuole, sia anche quello che vuole l’altro, perché amare vuol dire volere che l’altro ci ami e che quindi ci capisca e ci accetti (cfr. Sartre https://enigmainrete.wordpress.com/category/sartre/). Non c’è persona più egoista di quella innamorata, perciò tutto si complica; ma con ciò non si può escludere che dei buoni equilibristi, con un po’ di fortuna e magari anche con degli interessi pratici che li accomunano, ce la possano fare. Se poi ci sono figli, allora c’è anche una componente biologica che tiene più salda la coppia, almeno finché i figli sono piccoli, d’altro canto questo periodo nasconde numerose insidie perché è un momento di forti cambiamenti che possono destabilizzare l’armonia del rapporto. Ma come emerge da quanto detto, sono delle condizioni contingenti che favoriscono e preservano l’amore, poiché in assoluto, l’amore rimane un’utopia sempre sull’ orlo della tragedia (da vivere allo stesso tempo con consapevolezza e cuore impavido!). Il naufragio dell’amore dipende proprio dal confliggere delle libertà, poiché il compromesso continuo, che si rende necessario nel rispetto reciproco, logora il rapporto e, a meno che uno dei due non si accodi all’ altro e ne subisca l’indole e le decisioni (in una relazione “sado-maso” come direbbe Sartre ), prima o poi lo spirito di libertà rompe la magia dell’amore, o almeno quella idea di coppia felice, che in fondo è utopica, e si apre lo spazio alla tragedia. Ciò che è utopico quindi, è che l’amore realizzi la libertà di ciascuno nella libertà dell’altro; ovvero che ci sia una comunione d’intenti idilliaca e incorruttibile, questa è l’illusione che ogni innamorato ha e che, prima o poi, gli crolla addosso!

Forse l’amore nasce da una disperazione esistenziale causata dalla finitudine umana, è un grande tentativo di renderci eterni trascendendo i propri confini verso l’altro. E’ per questo che esiste uno stato d’animo particolare che favorisce l’innamoramento ed è quello malinconico, in cui sentiamo la mancanza di qualcosa in noi, percepiamo, anche inconsciamente, la nostra finitudine, poi ad un tratto crediamo di aver trovato quello che mancava, ecco ci siamo innamorati! Perciò, non è possibile sottrarsi all’amore ed ai suoi enigmi, a meno che non ci isoliamo da tutto praticando l’ascesi (la soluzione buddhista), oppure, con tutto il cinismo e mentendo a noi stessi, non ci illudiamo di amare quando non amiamo e di non amare quando amiamo.

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