enigma

“Farhenheit 9/11”. Democrazia e guerra.

In questo storico documentario Michael Moore racconta la vicenda dell’attentato alle Twin Towers dell’ 11 settembre 2001 e delle successive guerre americane di George Bush contro il terrorismo, prima in Afghanistan, dove fu installato un regime fantoccio guidato da Hamid Karzai (l’attuale presidente) nel dicembre 2001, poi in Iraq nel marzo 2003, dove vi fu una vera e propria invasione con la cattura di Saddam Hussein, successivamente giustiziato nel 2006. I pretesti per l’azione militare furono che l’Afghanistan proteggeva Osama Bin Laden e che L’Iraq era in possesso di armi di distruzione di massa. Questa fu la versione ufficiale del governo americano.

In seguito si comprese che l’Iraq non aveva le armi di distruzione di massa e che quindi ci si era sbagliati. Questo sarebbe già sufficientemente grave, considerando che era stato messo a ferro e fuoco un intero paese. Ma non è tutto. M. Moore ci spiega due cose: innanzi tutto che la famiglia Bush era in affari con i sauditi e con la famiglia Bin Laden, che il presidente lasciò scandalosamente abbandonare gli Stati Uniti all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle, poi che Bush, essendo notevolmente in calo nei sondaggi, si inventò d’amblais una nuova guerra, dando a bere agli elettori americani che c’era un rischio imminente di ulteriori attacchi terroristici da parte di Al Qaeda, sponsorizzata da Saddam Hussein che era in possesso di pericolose armi di distruzione e che perciò era necessario difendersi abbattendo il regime dittatoriale e diabolico di Saddam, in modo da far trionfare nuovamente la pace e la democrazia nel mondo.

L’intera vicenda rivela il lato oscuro delle moderne democrazie, tendenti a manipolare il consenso (Noam Chomsky individua 10punti a compendio delle strategie di manipolazione), in particolare della democrazia degli Stati Uniti d’America, considerata la più evoluta, nonché la natura equivoca delle guerre, che anche se volessimo ipotizzarne la necessità in casi estremi, sono di fatto per questo da scongiurare sempre. Ovviamente guardando il documentario ci domandiamo anche come sia stato possibile che un uomo come George Bush sia potuto diventare presidente degli Stati Uniti d’America, poi ci vengono in mente tutta una serie di buffi quanto pericolosi personaggi del genere e ci accorgiamo che le analogie tra i fascismi e le democrazie sono ahimè numerose.

claudio

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