enigma

La fede in Camus

Nel romanzo “La peste” (1947), Albert Camus immagina una cittadina in preda ad unaterribile epidemia. Le morti sono innumerevoli e decimano la popolazione mettendone a rischio anche la tenuta morale. Padre Paneloux, dopo aver assistito all’angosciante agonia di un bambino, celebra la messa e spiega alla popolazione le ragioni di tanta disgrazia in un sermone; scrive Camus (trad. mia da ed. Gallimard, pp. 203 e ss.): “Il suo interesse (di Rieux, il medico Ndt) si destò quando Paneloux disse con forza che c’erano delle cose che si potevano spiegare su Dio e altre no. C’era di certo il bene e il male, e, generalmente si spiegava facilmente quello che li separava. Ma all’interno del male, la difficoltà cominciava. C’era per esempio il male apparentemente necessario e il male apparentemente inutile. C’era il don Giovanni sprofondato all’inferno e la morte di un bambino. Perché se è giusto che il libertino sia fulminato, non si comprende la sofferenza del bambino. E, in verità, non c’era niente di più importante sulla terra della sofferenza di un bambino e l’orrore che questa sofferenza si porta dietro e le ragioni che bisogna trovarle. Nel resto della vita, Dio ci facilitava tutto e, fino là, la religione era senza merito. Qui, al contrario, ci metteva ai piedi di un muro. Noi eravamo così sotto la muraglia della peste ed è alla sua ombra mortale che bisognava trovarne beneficio. Padre Paneloux rifiutava anche di darsi dei facili vantaggi che gli permettessero di scalare il muro. Gli sarebbe stato facile dire che l’eternità di delizie che attendevano il fanciullo poteva compensare la sua sofferenza, ma, in verità, non ne sapeva niente. Chi poteva affermare in effetti che l’eternità di una gioia poteva compensare un istante del dolore umano? Non sarebbe certamente un cristiano, il cui Signore ha conosciuto il dolore nelle membra e nella sua anima. No, il padre sarebbe restato ai piedi del muro, fedele a questo supplizio di cui la croce è il simbolo, faccia a faccia con la sofferenza di un bambino. E avrebbe detto senza paura a quelli che l’ascoltavano quel giorno: -Miei fratelli, il momento è venuto. Bisogna tutto credere o tutto negare. E chi dunque, tra di voi, oserebbe tutto negare?-…Dio faceva oggi alle sue creature il favore di metterle in un dolore tale che era loro necessario ritrovare e assumere la più grande virtù che è quella del Tutto o Niente”. Pochi giorni dopo il sermone, padre Paneloux si ammalò gravemente e morì, non aveva i segni della peste addosso e sulla sua targhetta fu scritto “caso dubbio”; era stata la peste a portarselo via?

claudio

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: