enigma

La coppia, il matrimonio e la famiglia.

Da un punto di vista antropologico pare che i primi ominidi, dall’Australopithecus in poi, si siano riuniti in coppie, le prime famiglie, perché questo permetteva loro una migliore gestione delle proprie vite e delle proprie attività: la femmina accudiva i piccoli, mentre il maschio andava a caccia; la femmina intesseva relazioni sociali sociali con le comari per aiutarsi a vicenda, mentre il maschio era minaccioso verso gli estranei a difesa dei territori di caccia. Del resto comportamenti simili si trovano negli animali e sono dettate dall’adeguamento all’ambiente secondo leggi darwiniane.

Ma l’essere umano, a differenza dell’animale, grazie alla sua intelligenza, si è evoluto economicamente e tecnologicamente a tal punto da non rendere più necessario un tipo di organizzazione “maschilista” della famiglia e della società , se mai questa era necessaria in passato, tanto che la donna è in grado di procacciarsi il pane e di essere appunto “breadwinner” (come dicono gli anglosassoni) al pari dell’uomo.

E’ grazie a questa parità tra i sessi, tanto sbandierata a parole ma non effettivamente praticata, che oggi comunque si può parlare di coppie omosessuali con una certa apertura; ma sarebbe opportuno approfondire il dibattito su che cosa si debba intendere per concetti come quelli di coppia, matrimonio, famiglia, genitorialità, adozione ecc., perché dalla definizione di questi concetti passa la tutela dei diritti umani non solo in relazione ai diritti delle coppie omosessuali, ma anche delle coppie etero, dei bambini, della donna, dei genitori separati e così via.

Si pensi ad esempio all’ art. 29 della Costituzione italiana per cui “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, ne consegue che i diritti di chi non è sposato e delle rispettive famiglie non sono tutelati e che forse non si può parlare nemmeno di famiglie vere e proprie in questi casi, almeno secondo la legge. Inoltre si subodora, parlando di “società naturale fondata sul matrimonio”, tutto l’aspetto religioso, il sacro crisma della Chiesa alla base del discorso. Non sarebbe utile ripensare le relazioni di coppia e familiari in maniera chiaramente laica e più progressista?

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